L’esempio tedesco

Aumentare la produttività per aumentare l’occupazione, soprattutto l’occupazione giovanile.


La Germania è stato il paese europeo che per primo ha avuto il coraggio di guardare in faccia la crisi e di affrontarla. Oggi, dal punto di vista dell’aumento della produttività, una via da seguire effettivamente c’è, ed è quella tedesca. E guardate che a 10 anni di distanza più o meno tutti i paesi europei stanno iniziando a seguirla.
La Germania sul finire degli anni ’90 ha affrontato una grave crisi economica, ha gestito le crisi occupazionali grazie alla contrattazione collettiva, soprattutto quella di secondo livello: lo Stato sosteneva con la contribuzione tutte quelle aziende che avevano il coraggio di mantenere i livelli occupazionali stabili, flessibilizzando l’orario di lavoro.
Poi, in una fase successiva, si sono fatte delle importanti riforme del mercato del lavoro, ponendo le basi per lo sviluppo del paese, sempre guardando alla produttività.
Nel corso di quegli anni si è fatto in modo che dove era necessario recuperare produttività, la produttività potesse essere redistribuita anche ai lavoratori (accordo Siemens). E questa redistribuzione non è rimasta solo retributiva, ma, addirittura, è divenuta garanzia del posto di lavoro per gli anni successivi.
In Germania non hanno mai messo in discussione la loro vocazione manifatturiera ed hanno continuato a potenziare l’istruzione professionale. Ed oggi, effettivamente, sono il modello europeo.