Draghi vs Tremonti

tremonti-draghi.jpgTra i tanti scontri che stanno animando la neonata legislatura, ce n’è uno cruciale. Quello tra Draghi e Tremonti, per ragioni di forma e di sostanza. Di forma, perchè discutono pacatamente argomentando, merce rara in questi tempi di urli, accuse e intercettazioni. Di sostanza, perchè si confrontano sui problemi del paese proponendo soluzioni che spesso divergono. In più rappresentano, anche visivamente, le due diverse correnti del pensiero economico che si stanno fronteggiando in questo momento.

Draghi è l’interprete ortodosso della migliore dottrina economica liberale, quella del Fondo monetario internazionale. Un apologeta della globalizzazione come delle privatizzazioni che usa parole d’ordine di matrice anglosassone. Tremonti è invece l’ideologo e il protagonista di una diversa visione economica, liberale ma non altrettanto entusiasta della globalizzazione, il colbertismo. Crede nei principi del libero mercato, ma non disdegna il protezionismo verso le merci cinesi e vorrebbe contrastare il declino dello Stato attraverso un rafforzamento dell’identità europea.

Diverse ispirazioni ideali che ovviamente si ripercuotono anche sulle proposte politiche, che infatti spesso divergono. Come è accaduto ieri in Parlamento quando Mario Draghi, a nome della Banca d’Italia, ha bacchettato la Robin Hood Tax tanto cara a Tremonti. Ora che la critica è stata resa pubblica sicuramente non mancheranno le risposte e magari potremo finalmente assistere ad un vero confronto sui contenuti.

Chissà chi avrà la meglio…