Analfabetismo – 20 milioni in Italia

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Ad arricchire il dibattito inaugurato dal post di Pier Luigi Celli e proseguito con quello di Federico Magnaghi, pubblico l’interessante contributo di Raffaele Bernardini sull’analfabetismo in Italia. I dati sono terrificanti, perchè mentre ci affanniamo a discutere di scuola ed eccelleza, che non decollano mai, milioni di persone non sanno né leggere né scrivere.

In un recente Focus de Il Corriere della Sera (6 settembre 2008) è stata rilevata che la percentuale tra analfabeti ed “incolti” in Italia è del 36,5 % sulla popolazione totale. Ebbene, nessun politologo o sociologo ha commentato tali dati, realmente impressionanti: in Italia vi sono, dunque, circa 20 milioni di ignoranti…

Viene da chiedere : quale “influenza” ha tale massa di incolti sulle vicende socio-politiche (ed anche elettorali) del nostro Paese? Quali ricadute sui risultati delle elezioni ? Come votano se non sono in grado di capire i problemi reali del Paese, le loro implicazioni nei vari settore della vita italiana (dalla politica all’economia, dalla sanità all’ambiente, ecc.)?

Ritengo che  si dovrebbero approfondire compiutamente i problemi dei rapporti tra ignoranza e politica, ad esempio… E se non sia proprio l’ignoranza di tantissimi italiani a contribuire a “produrre” il clientelismo politico, certi aspetti della criminalità organizzata, la presunzione della burocrazia e di certe Istituzioni, il populismo becero e demagogico , il becero qualunquismo, perfino lo sviluppo di programmi-spazzatura della tv, definiti “nazionalpopolari” (tipo la quattro giorni di Miss Italia: vedere il commento di Aldo Grasso su Il Corriere della Sera del 13 settembre).

“Istruzione e Società” era l’argomento del Focus. Ne vogliamo parlare? Dove sono i nostri politologi e sociologi che parlano e straparlano in ogni dove, ma che mi pare abbiano ignorato i dati emersi dal citato Focus e le ricadute globali sulla vita del Paese ?

Raffaele Bernardini